| Scritto da Antonio Scardinale - www.palazzosangervasio.net | |
| Mercoledì 08 Settembre 2010 12:55 | |
| BAS / Ieri, su iniziativa della Regione, si è tenuto un tavolo tecnico per discutere degli enormi problemi legati all’accoglienza degli immigrati impegnati nella raccolta del pomodoro a Palazzo San Gervasio. Un tavolo che non ha portato ad alcuna decisione operativa, una iniziativa che si è conclusa ancora una volta con un nulla di fatto . “Purtroppo e ciò che ci aspettavamo - dichiara l’On. Vincenzo Taddei, capogruppo del Pdl nella Commissione bicamerale di Schengen ed Immigrazione – tante parole e pochissimi fatti, come è d’uopo fare il Centrosinistra nella sua politica del parlare e non del fare. La situazione a Palazzo San Gervasio è drammatica, gli extracomunitari lì giunti per la stagionale raccolta del pomodoro non hanno le minime condizioni igieniche e non hanno degli alloggi che si possano definire tali. Ma la Regione, di fronte ad un problema non di emergenza improvvisa ma bensì strutturale che si ripete da anni, non ha posto alcun rimedio. Malgrado il richiamo della Commissione di Schengen, in missione in Basilicata a metà luglio, che sollecitò l’urgenza di un intervento. L’assessore Martorano parla della criticità attuale conseguenza della contemporanea emergenza di oggi e della prevista gestione ordinaria per il prossimo anno. Come al solito –sottolinea Taddei –si gira intorno al è problema nascondendo la verità. L’emergenza di oggi è figlia di una politica del centrosinistra che non affronta i reali problemi del territorio, che non ha alcuna programmazione ed è quindi incapace nel rispondere a problematiche strutturali che si ripetono annualmente e che non sono cadute all’improvviso dal cielo. Intanto – conclude Taddei – questi cittadini, giunti in Basilicata per lavorare, rimarranno in condizioni deplorevoli malgrado i preziosi aiuti offerti dalla Protezione Civile e dalla Caritas. Una situazione inconcepibile da terzo mondo che non fa onore alla nostra regione. Ci vorrebbe maggior senso di responsabilità e una volontà a cui corrispondano fatti e non più parole”. Fonte: www.basilicatanet.it |
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martedì 14 settembre 2010
Taddei (Pdl) su questione immigrati Palazzo S. Gervasio
Campo Palazzo: Emergenza garantita, si programma il futuro
| Scritto da Antonio Scardinale - www.palazzosangervasio.net |
| Martedì 07 Settembre 2010 20:01 |
| AGR: Non abbandonare a se stessi i lavoratori stagionali extracomunitari già presenti nel Vulture Alto Bradano per la raccolta del pomodoro e, nello stesso tempo, lavorare per mettere a punto un sistema di accoglienza perfettamente operativo nella stagione 2011. Opererà in tal senso il tavolo tecnico operativo, istituito dalla Regione Basilicata per fronteggiare l’emergenza del flusso immigratorio nell’area di Palazzo San Gervasio che, coordinato dal Commissario straordinario della Comunità montana Alto Basento, Antonio Anatrone, si è riunito ieri mattina. Fonte: www.basilicatanet.itSi è trattato di una riunione densa di osservazioni e di proposte, a cui hanno partecipato, tra gli altri, il dirigente generale del Dipartimento Salute, Pietro Quinto, l’assessore provinciale Paolo Pesacane, il sindaco di Palazzo San Gervasio, Federico Pagano, con altri amministratori comunali, rappresentanti dell’Ispettorato provinciale del lavoro, del mondo della cooperazione, dei sindacati, delle organizzazioni di categoria, del volontariato e della Protezione civile. Da quanto è emerso da un monitoraggio (effettuato da un’Ati composto da cooperative a associazioni volontariato) non ci sono situazioni di irregolarità tra i circa 350 lavoratori extracomunitari, che risultano muniti del permesso di soggiorno o con lo status di rifugiati. Attualmente sono dislocati in vari insediamenti a Venosa, Palazzo San Gervasio e Montemilone, in condizioni di fortuna. L’esigenza immediata è quella di assicurare la fornitura di acqua e di garantire i servizi igienico-sanitari, l’assistenza medica e legale. Le modalità di azione saranno messe a punto nei prossimi giorni in riunioni operative mirate a individuare soluzioni ai singoli problemi, attraverso azioni concertate con i Comuni e in collaborazione con le organizzazioni della Protezione civile, dell’Asp, del volontariato e delle organizzazioni datoriali. In ogni caso, è stato ribadito negli interventi, la gestione dell’accoglienza dei lavoratori stagionali deve assolutamente passare dalla fase dell’emergenza alla fase ordinaria. Occorre trovare una soluzione definitiva e strutturale a un problema che si ripresenta annualmente in ogni campagna del pomodoro attraverso un percorso chiaro, condiviso. E’ questa – ha sottolineato Quinto – la reale intenzione del Governo regionale che intende garantire diritti e servizi essenziali a tutti, anche a chi per brevi periodi si trova a risiedere nel territorio. “La fase attuale – ha commentato l’assessore Attilio Martorano – è particolarmente critica perché, contemporaneamente, ci troviamo a gestire l’emergenza e a programmare la gestione ordinaria che dovrà partire già dal prossimo anno. Ma si tratta di un impegno a cui non dobbiamo e non vogliamo sottrarci e che ci deve servire anche da stimolo a cercare sempre soluzioni definitive. Oggi tutti intorno al tavolo siamo chiamati a recuperare un senso di responsabilità e un attenzione su cui avevamo pensato di poter contare già da quest’anno ma che qualche imprevisto ha fatto venire meno. Ma per il 2011 non potremo permetterci ulteriori ritardi”. |
OSSERVATORIO MIGRANTI BASILICATA
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| Scritto da Gervasio Ungolo | |
| Lunedì 06 Settembre 2010 12:46 | |
| Era da aspettarselo, al Campo di Accoglienza c’è stato un tentativo di occupazione. Queste note le apprendiamo in modo frammentario da cittadini che casualmente erano di passaggio dalla provinciale che da Palazzo San Gervasio porta a Spinazzola, che costeggia l’ex fabbrica di laterizi. Le informazioni pervenuteci sono incomplete per cui il racconto potrebbe risultare poco veritiero, anche se è poi la sostanza quella che interessa. Una cinquantina di lavoratori hanno saltato la rete di recinzione portandosi all’interno del Campo di Accoglienza, ingaggiando immediatamente dopo una trattativa con le forze dell’ordine arrivate in gran numero. In serata si era già risolto tutto con la fuoriuscita dei lavoratori che sono ritornati nei casolari che tanti si ostinano a definire ruderi. Pare, ma anche questo è da confermare che ci sia stato anche un tentativo di occupazione di un appartamento di proprietà dell’ATER (Case Popolari), anche questa notizia è però da convalidare, di certo però è che la necessità di trovare un alloggio adeguato per questi uomini e donne non può essere demandata al prossimo anno o ai responsi che usciranno dai vari monitoraggi. I risultati di tali monitoraggi non saranno degli oracoli e non ci aiuteranno a risolvere il problema se chi ha il potere per farlo non ha la volontà di deliberare positivamente. Certo che però l’accaduto non poteva terminare senza uno strascico di polemica locale in seguito ad alcune voci messe in giro secondo la quale sarebbe responsabilità di alcuni volontari dell’Osservatorio Migranti Basilicata che avrebbero incitato i lavoratori a questa manifestazione. L’Osservatorio Migranti Basilicata non nasconde di condividere questa azione di protesta, evidentemente simbolica, e da il suo pieno appoggio a questi lavoratori che manifestano la loro condizione all’interno di regole democratiche, condannando qualsiasi forma di violenza. Se l’Osservatorio Migranti Basilicata avesse partecipato a questa contestazione di certo non avrebbe assunto il ruolo di mero incitamento, cosa lontana dal nostro modo di essere, saremmo stati all’interno del Campo di Accoglienza con i lavoratori in questa loro denuncia. Per cui non accettiamo qualsiasi tentativo che miri a screditare il lavoro che i nostri volontari stanno conducendo da circa due mesi per fronteggiare questa ennesima “emergenza accoglienza” e da dieci anni vicino alle vertenze dei migranti, per cui abbiamo dato mandato ai nostri legali affinché mettano in essere tutte quelle azioni che servono a proteggere i nostri volontari da siffatte calunnie. Facciamo appello alle forze democratiche di questa nostra regione affinché la questione sia portata su un piano di discussione politica e non su quello giudiziario-repressivo, certi di non essere soli in questa battaglia di emancipazione dei diritti e di civiltà. |
lunedì 6 settembre 2010
Palazzesi nel mondo: In Basilicata con i Templari sulle tracce del Graa...
Palazzesi nel mondo: In Basilicata con i Templari sulle tracce del Graa...: "Scritto da Antonio Scardinale - www.palazzosangervasio.net Giovedì 02 Settembre 2010 23:31 di LORENZA COLICIGNO Se si parte dal pres..."
In Basilicata con i Templari sulle tracce del Graal
Scritto da Antonio Scardinale - www.palazzosangervasio.net
Giovedì 02 Settembre 2010 23:31
di LORENZA COLICIGNO
Se si parte dal presupposto che il mistero fa bene al turismo, nulla di male ad infittirlo nel tentativo di svelarlo. E proprio quello che accade con il tema dei Templari in Basilicata, regione dalle grandi basiliche, cui deve il nome, e dai pochi abitanti, ieri come oggi, elemen- to questo che, insieme alle date di fondazione, ai simboli impressi su colonne e mura, alle torri ottagonali, alle reliquie o presunte tali, fa ipotizzare celebrazioni e riti solenni in occasione del passaggio dei crociati e investiture di cavalieri, insomma avvalora la presenza diffusa e del tutto rimarchevole dei Templari in Basilicata. Dalla documentazione architettonica e d’archivio al gioco sfrenato dell’immaginazione il passo è breve, percorso legittimo, del resto, in ambienti di grande fascino e mistero come sono quelli della Basilicata, terra magica, come la definì De Martino, coinvolta in un vero e proprio tour dei Templari, che abbraccia la ricerca di interpretazione di documenti, come inun convegno tenuto a Vaglio nel 2007, sfilate-rievocazione di eventi storico-leggendari, come a Forenza, manifestazioni sportive, come a Banzi le «6 ore dei Templari», la sagra della cucina medievale «Lucania, Terra bianca e di Templari... aspettando Federico II di Svevia» a Palazzo San Gervasio.
Strano destino quello dei Templari, ordine diventato molto potente e ricco da «povero » quale doveva essere - all’origine il nome era «Pauperes commilitones Christi templique Salomonis», che nel giro di soli due secoli bruciò tutto il suo potere, l'origine dell’ordine risale tradizionalmente agli anni 1118-1120, successivi alla prima crociata (1096), quando le strade della Terrasanta infestate da predoni spinsero alcuni cavalieri a fondarne il nucleo originario, con il compito di difendere i pellegrini che visitavano Gerusalemme, ufficializzato il 29 marzo 1139 dalla bolla Omne Datum Optimum di Innocenzo II, fu definitivamente dissolto tra il 1312 e il 1314 dopo un processo, che segnò la condanna al rogo dell'ultimo maestro Jacques de Molay e di Geoffrey de Charnay, su un’isoletta sulla Senna a Parigi, davanti alla Cattedrale di Notre Dame, il 18 marzo 1314. Ma se sulla fine dell’ordine dei Cavalieri Templari la Francia mantiene saldamente il suo ruolo, non altrettanto accade per le origini, infatti se la tradizione l’attribuisce al Hugues de Payns o de Pains (Payns, c. 1070 – Palestina, 1136), la scarsità di notizie sulla sua vita, come sulle origini e sul primo periodo dell'Ordine, lascia spazio alla tesi dell'origine italiana del fondatore, sostenuta già tra il XVI e XVII sec.; nel 1983 Domenico Rotundo, in Templari, misteri e cattedrali (Ed. Templari, Roma), indica il fondatore in Ugo dei Pagani, in base ad una lettera che questi scrisse nel 1103 da Gerusalemme allo zio Leonardo Amarilli di Rossano per comunicargli la morte del proprio figlio Alessandro, nella quale si legge: «ho scritto a mio padre in Nocera che mi faccia gratia venire a Rossano per consolare V.S. et a Madama Zia Hippolita». Nel 2005 Mario Moiraghi in «L’italiano che fondò i Templari. Hugo de Paganis, cavaliere di Campania» (ed. Ancora, 2005), sostiene la tesi che il fondatore dell’ordine del Tempio sarebbe lucano, di Forenza, figlio dei signori di quella città Pagano (o Sigilberto) ed Emma de Paganis, nobili salernitani trasferiti in Lucania; Moiraghi inoltre sostiene anche che l’ordine Templare non fu fondato nel 1118, ma appena agli inizi del 1100, sulla base della stessa lettera citata dal Rotundo. Se dal punto di vista storico questa notizia andrebbe certamente approfondita, dal punto di vista «campanilistico » non ha lasciato dubbi nei lucani, soprattutto quando nel giugno 2006 ne ha parlato Repubblica Viaggi, che ha dato anche il via alla spasmodica ricerca del Graal in Basilicata; la notizia dell’origine lucana del fondatore dei Templari è stata poi ripresa nell’agosto dal Sole 24ore Sud, incrementando ulteriormente la sindrome dei Templari sul nostro territorio. Non ci stupirà allora sapere che esiste un gruppo Facebook «Basilicata terra di Templari Sosteniamo la tesi di Moiraghi».
Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it
BASILICATA/LAVORO: MARTORANO, SU STAGIONALI USCIRE DA LOGICA...
Scritto da Antonio Scardinale - www.palazzosangervasio.net
Giovedì 02 Settembre 2010 23:15
La delibera della Giunta regionale per l'accoglienza dei lavoratori stagionali immigrati - aggiunge l'assessore Martorano - a seguito di ripetuti incontri con il presidente della Commissione regionale per l'immigrazione, Pietro Simonetti, e con i Sindaci dell'area, affrontava il problema in maniera completa, prevedendo l'assegnazione all'Ambito territoriale Vulture - Alto Bradano di 190 mila euro per utilizzare una struttura alberghiera di Palazzo San Gervasio, per assicurare l'ospitalita' ai lavoratori stagionali e l'adeguamento del Centro di accoglienza di Contrada Piani.
''Tuttavia, a fronte dell'indisponibilita' del Comune a rendere fruibile l'area di accoglienza, siamo andati avanti con la Comunita' Montana Alto Bradano, alla quale abbiamo assegnato risorse con un nuovo modello di coordinamento operativo che, pur nella ristrettezza dei tempi, sta consentendo di monitorere eventuali casi di emarginazione, illegalita' e sfruttamento dei lavoratori, nonche' a fronteggiare l'emergenza del flusso immigratorio. E' tuttavia evidente che occorre fare di piu' chiamando alle proprie responsabilita' tutti i soggetti istituzionali pubblici e privati che hanno competenza in materia. La gestione di questa problematica, infatti, deve assolutamente passare dalla fase emergenziale alla fase ordinaria. In questa direzione si muovono le recenti azioni del Governo regionale che ha tutto l'interesse oltre a un vero e proprio obbligo morale di costruire una soluzione definitiva a questo annoso problema che si ripete ad ogni campagna del pomodoro. Da qui la necessita'; di costruire subito un percorso chiaro, condiviso, responsabile per arrivare alla campagna 2011 in una situazione di ordinarieta' e non di emergenza. In tutto questo - auspico - ha concluso l'Assessore Martorano, che il Sindaco di Palazzo possa riconsiderare la propria indisponibilita' a rendere fruibile l'area di accoglienza, sapendo di poter contare, in tal caso, sulla fattiva collaborazione della Comunita' montana Vulture Alto Bradano, sul 118, sulla protezione civile, oltre che della partecipazione delle diverse associazioni di volontariato, gia' impegnate in questa direzione''.
Fonte: ASCA
Giovedì 02 Settembre 2010 23:15
La delibera della Giunta regionale per l'accoglienza dei lavoratori stagionali immigrati - aggiunge l'assessore Martorano - a seguito di ripetuti incontri con il presidente della Commissione regionale per l'immigrazione, Pietro Simonetti, e con i Sindaci dell'area, affrontava il problema in maniera completa, prevedendo l'assegnazione all'Ambito territoriale Vulture - Alto Bradano di 190 mila euro per utilizzare una struttura alberghiera di Palazzo San Gervasio, per assicurare l'ospitalita' ai lavoratori stagionali e l'adeguamento del Centro di accoglienza di Contrada Piani.
''Tuttavia, a fronte dell'indisponibilita' del Comune a rendere fruibile l'area di accoglienza, siamo andati avanti con la Comunita' Montana Alto Bradano, alla quale abbiamo assegnato risorse con un nuovo modello di coordinamento operativo che, pur nella ristrettezza dei tempi, sta consentendo di monitorere eventuali casi di emarginazione, illegalita' e sfruttamento dei lavoratori, nonche' a fronteggiare l'emergenza del flusso immigratorio. E' tuttavia evidente che occorre fare di piu' chiamando alle proprie responsabilita' tutti i soggetti istituzionali pubblici e privati che hanno competenza in materia. La gestione di questa problematica, infatti, deve assolutamente passare dalla fase emergenziale alla fase ordinaria. In questa direzione si muovono le recenti azioni del Governo regionale che ha tutto l'interesse oltre a un vero e proprio obbligo morale di costruire una soluzione definitiva a questo annoso problema che si ripete ad ogni campagna del pomodoro. Da qui la necessita'; di costruire subito un percorso chiaro, condiviso, responsabile per arrivare alla campagna 2011 in una situazione di ordinarieta' e non di emergenza. In tutto questo - auspico - ha concluso l'Assessore Martorano, che il Sindaco di Palazzo possa riconsiderare la propria indisponibilita' a rendere fruibile l'area di accoglienza, sapendo di poter contare, in tal caso, sulla fattiva collaborazione della Comunita' montana Vulture Alto Bradano, sul 118, sulla protezione civile, oltre che della partecipazione delle diverse associazioni di volontariato, gia' impegnate in questa direzione''.
Fonte: ASCA
Immigrati, emergenza per migliaia di stagionali in Basilicata e Puglia
Scritto da Antonio Scardinale - www.palazzosangervasio.net
Venerdì 03 Settembre 2010 12:38
I raccoglitori di pomodori vivono in casolari senza acqua ne' luce a causa della chiusura del campo di accoglienza di Palazzo San Gervasio: si teme una nuova Rosarno
ROMA - "Palazzo San Gervasio non puo' mai diventare una nuova Rosarno. Qui non ci sono mafiosi che fanno il tiro ai piccioni sui neri o che li rapinano delle loro misere paghe. Se Palazzo dovesse malauguratamente diventare una nuova Rosarno, certamente non sara' per colpa dei palazzesi.Sara' per colpa delle istituzioni". Si chiude cosi' l'ultimo comunicato dell'Osservatorio migranti Basilicata, i cui volontari sono impegnati da dieci giorni nella consegna quotidiana di mille litri d'acqua sulla provinciale 21, nei casolari diroccati che segnano il tutto esaurito di lavoratori africani. Almeno un migliaio, si stima. Ma ogni anno, tra la fine di agosto e la fine di settembre, ne arrivano circa tremila per la raccolta del pomodoro in un'area ristretta tra Palazzo, Venosa, Melfi e Lavello. "Ormai qualunque paese che ospita un po' di migranti diventa per i media una potenziale Rosarno - dice lo scrittore Antonello Mangano, autore di saggi sull'argomento - ma il paese della Piana deve diventare il simbolo della rivolta contro la violenza mafiosa e lo sfruttamento bestiale, non di tensioni interrazziali che possono sfociare nello scontro". Emergenza umanitaria si, emergenza umanitaria no. Per le associazioni e i volontari la situazione e' grave, soprattutto dopo la decisione del comune di non riaprire il centro all'ingresso del paese dove da undici anni, gli immigrati si accampavano con le tende. Trovando sbarrato l'ingresso, molti si dirigono nelle decine di casolari abbandonati in aperta campagna. Ruderi senza porte e finestre, senza corrente elettrica, servizi sanitari, assistenza medica e, soprattutto, senza acqua per bere e per lavarsi. Tuguri, abbandonati si, ma con proprietari che a volte ci stipano le balle di fieno. Dunque luoghi soggetti a sgombero da parte delle forze dell'ordine dopo le denunce dei privati. "Un'eventuale epidemia colpirebbe solo la popolazione immigrata o metterebbe in pericolo tutti?" si chiedono ancora gli attivisti dell'Osservatorio. E sottolineano che con la mancata riapertura del centro "si scarica un problema di natura pubblica sui privati". Il sindaco del paese, Federico Pagano, ha parlato di violazione delle norme igieniche e di sicurezza nel centro per il fatto che i lavoratori stranieri si auto organizzavano con spacci alimentari e bombole di gas per cucinare. I volontari rispondono mettendo in evidenza come vivendo nei tuguri, comunque non sussistono le garanzie di igiene e sicurezza e sostengono che cittadini del posto avrebbero venduto agli africani pecore ammalate per scopi alimentari. Per le istituzioni locali, al contrario, questa emergenza non c'e'. Ad esempio, il comune di Venosa non ha mai risposto a una lettera della Caritas parrocchiale che gia' a luglio sollevava il problema. E se dei provvedimenti sono stati presi, sono sicuramente inferiori rispetto alla portata del fenomeno, denunciano ormai da tempo le associazioni locali che seguono la vicenda.
fonte «Agenzia Dire»
www.dire.it
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